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Old 05-02-2009, 08:07 AM   #1
WiNaDeYo
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Default Swine Flu: "Militari Italiani Pronti..."

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E se necessario possiamo sicuramente produrre di più"

L'Italia organizza la difesa: siamo già pronti a incapsulare circa 70 mila antivirali al giorno

Il direttore dell'Istituto chimico militare di Firenze, Giocondo Santoni: "Lavoreremo a ritmi serrati in vista di un possibile ingresso della febbre suina nel nostro Paese. L'operazione partirà a giorni. Non manca niente, in realtà eravamo già preparati dal 2006, cioè dall'emergenza aviaria". Sfondato il tetto di 16mila chiamate al numero del Ministero 1500

Milano, 30 apr. - (Adnkronos Salute) - Una decina di esperti tra preparatori chimico-farmaceutici, assistenti vari e ufficiali addetti al coordinamento e al controllo. Pronti a lavorare a ritmi serrati in vista di un possibile ingresso del virus della febbre suina in Italia, per confezionare le 30 milioni di dosi di farmaci antivirali finora stoccate in forma di polvere di principio attivo. All'Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze "siamo tutti pronti a partire", assicura il generale Giocondo Santoni, direttore dello stabilimento toscano attivato per incapsulare l'oseltamivir (Tamiflu) dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, su diretta richiesta del sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio.



"Inizieremo a giorni, anche se al momento non abbiamo ancora una data precisa", spiega Santoni all'ADNKRONOS SALUTE. L'operazione coinvolgerà "una decina di persone" tra civili e militari, e "lavoreremo al ritmo di 70 mila capsule al dì", calcola. Proprio questa mattina, "mentre stiamo parlando - afferma - il principio attivo da incapsulare sta percorrendo l'autostrada Roma-Firenze, e stanno per arrivare anche gli eccipienti necessari" per trasformare la polvere in capsula pronta all'uso.

"Non manca praticamente nulla", ripete Santoni, sottolineando che "in realtà siamo pronti dal 2006 e cioè dall'emergenza influenza aviaria. In termini farmacologici, infatti, le due situazioni sono sovrapponibili". Perché contro entrambe le epidemie i principi attivi efficaci sono gli stessi. Oltre all'oseltamivir, un suo 'parente stretto': lo zanamivir (Relenza).

Ma quanto tempo ci vorrà per terminare l'incapsulamento? "Dirlo con precisione ora è impossibile", sostiene il generale Santoni. Calcolatrice alla mano, però, 30 milioni diviso 70 mila (il numero di capsule che l'Istituto chimico farmaceutico militare fiorentino stima di produrre, almeno inizialmente, in un giorno) fa 428 giorni circa: più di un anno, dunque? "Il conteggio non è così semplice - precisa il direttore dello stabilimento - perchè se necessario possiamo sicuramente produrre a ritmi maggiori. Fare di più è sempre possibile", dice.

"Qui è tutto pronto e la produzione inizierà nelle prossime ore - conferma dalla Rsu dell'Istituto Domenico Cotroneo -. Per partire manca pochissimo, giusto il tempo di completare la bonifica e la preparazione degli impianti. In casi come questi, infatti, la responsabilità è molto grande. Gli errori non sono ammessi e dobbiamo operare in condizioni di massima sicurezza e cautela, rispettando tutte le regole di buona fabbricazione farmaceutica". Sui tempi dell'operazione, anche il sindacalista non ha certezze. "Lavoreremo a un ritmo minimo di 70 mila capsule al giorno - concorda - ma sulla base delle necessità, e sempre dietro indicazione del ministero della Salute, sarà sempre possibile 'correggere' il ritmo di produzione in corso d'opera", evidenzia.

Resta il problema dei tempi di scadenza dell'oseltamivir: in polvere 10 anni, in capsula tre, aveva ricordato nei giorni scorsi il sottosegretario Fazio. "E' vero, è un problema", ammette Santoni. Se una volta incapsulate le 30 milioni di dosi non dovessero servire tutte, come del resto si spera, nel prossimo futuro scadrebbero e in caso di emergenza bisognerebbe procedere a nuovi acquisti. "Speriamo che l'emergenza attuale si sgonfi", confida il generale. In questo caso, infatti, la produzione potrebbe essere interrotta e il farmaco restante mantenuto in formato polvere. "Ma ad oggi - conclude Santoni - l'incarico che abbiamo è quello di incapsulare le 30 milioni di dosi per intero".
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